25 aprile, Fratelli d’Italia: «Sterili polemiche da disperati»

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«Non ci faremo travolgere dalle polemiche, né dalle sterili strumentalizzazioni sul 25 aprile delle sinistre e con grande tristezza anche di una parte del partito di Forza Italia (scopertosi alleato della sinistra più radicale)». Così il segretario comunale di Trinitapoli Fratelli d’Italia, Emanuele Losapio, sul manifesto apparso ieri a firma dei partiti di sinistra, di Forza Italia e del Movimento Cinque Stelle. «Siamo orgogliosi del lavoro svolto dal sindaco in queste settimane e lo ringraziamo per l’opera meritevole messa in campo sin dal suo insediamento per far rinascere Trinitapoli – prosegue il segretario di Fdi». Oggi, prossimi alla scadenza elettorale, travolti dall’ottimo risultato dell’amministrazione guidata da Francesco di Feo e con all’interno tre assessori di Fratelli d’Italia (Losapio, Patruno e Tedesco), «le sinistre tentano una sortita disperata per recuperare consensi arrampicandosi sugli specchi».

La vicenda va ricostruita nel tempo: «Negli ultimi anni questa amministrazione ha celebrato e valorizzato il 25 aprile, rilanciando le manifestazioni collegate e coinvolgendo le scuole che hanno sempre espresso tributi agli uomini e alle donne che hanno lottato per la resistenza nel rispetto del ruolo istituzionale. L’azione revisionista del nostro sindaco e l’uso dei numeri romani è stata la reazione ad una sinistra che non ha mai riconosciuto la propria sconfitta elettorale ed ha tentato di delegittimare l’istituzione locale, rimanendo colpevolmente assente o addirittura organizzando contromanifestazioni parallele».

Su quanto avvenuto quest’anno, il segretario di Fdi taglia corto: «Il 25 aprile è stato celebrato secondo le disposizioni dettate dall’ufficio di governo territoriale -aggiunge-. Non è stata impedita alcuna manifestazione spontanea sui balconi come avvenuto in tutta Italia, anzi il sindaco ha sottolineato nel suo intervento che a causa della particolare condizione dettata dal Covid-19 tutti hanno imparato il valore della libertà e di chi ha lottato per conquistarla. Aggiungendo che negli scorsi anni si era perso il senso della ricorrenza, pensando alla festa e non al suo valore intrinseco. E criticando una certa sinistra locale che ne ha sempre rivendicato la proprietà privata, ed esclusiva, come se fosse una festa di compleanno».

Il tutto si è completato con l’ospitata dello storico Piero Di Biase (figura bipartisan e imparziale) nel messaggio serale del 25 aprile. «Proprio per dare pluralità è stato invitato alla diretta il professor Di Biase che ha letto parte del discorso del presidente Mattarella sulla festa di Liberazione. Cosa vogliono di più questi reduci locali? Spostare l’attenzione su di loro? Per dignità chiedano scusa per il clamore sollevato, fondato sull’odio personale e sulla menzogna».