Rifiuti, di Feo: «Sulla Tari ancora vacue polemiche dalle opposizioni»

Rifiuti, Tar: chi non ha pagato la Tari rischia la cartella esattoriale
20 Giugno 2019
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22 Giugno 2019

TRINITAPOLI – «I consiglieri di opposizione continuano con polemiche pretestuose, vacue e sterili. Dimostrano di non comprendere il senso delle parole, scritte o pronunciate». Il sindaco di Trinitapoli, Francesco di Feo, replica così alla nota delle minoranze, che sottolineavano ieri pomeriggio come il “no” alla sospensiva a San Ferdinando non costituisca un giudizio del Tar, nel merito della faccenda Tari.

«Non ho mai confuso l’ordinanza sulla sospensiva con quel che si deciderà sul pef– precisa il sindaco – . La nota dei 4 consiglieri dell’Apocalisse reitera solo una stucchevole convinzione, che si amministri o si faccia politica a colpi di carte bollate. E invece stravolgono soltanto la realtà, replicano a qualcosa mai detta, per nascondere la propria frustrazione».

Lo stesso avvocato aveva curato identici ricorsi delle opposizioni di San Ferdinando e Trinitapoli. Nel Comune casalino, però, c’era stato il dietro-front del legale, sulla richiesta di sospensiva. A San Ferdinando si è perseverato e perso. Restano aperti alcuni interrogativi che di Feo rivolge ai 4 consiglieri: «Perché non hanno sottoscritto direttamente loro il ricorso al Tar? Perché non hanno messo loro stessi i soldi?». Ad impugnare il pef comunale del dicembre 2018 erano stati infatti alcuni cittadini, con denaro proprio, ma con avvocato scelto dai consiglieri di minoranza. «Questa faccenda – continua il sindaco – assume connotati grotteschi se solo pensiamo che in piazza quei 4 consiglieri hanno invitato i cittadini a non pagare la Tari. E quei pochi che ancora li ascoltano adesso andranno incontro alle cartelle tributarie. Altro che minaccia: è l’iter del tributo».

Nessun trionfalismo, insomma. Il sindaco invita i consiglieri di minoranza alla responsabilità politica: «Invece di avventurarsi nei tribunali e accusare gli altri di ignoranza, facciano qualcosa di utile: ritirino definitivamente il ricorso – suggerisce – basato su cavilli gestionali di poco conto e che non cambiano niente all’atto pratico. Avremmo gradito proposte alternative nel merito, piuttosto che velenosi tecnicismi infondati. Le questioni politiche da affrontare come comunità sono il ritardo della Regione targata Emiliano sul piano dei rifiuti, la disponibilità degli impianti».