Rifiuti, di Feo: “Nuovo cda per provare a salvare Sia”

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TRINITAPOLI – “Dallo stallo, allo sblocco della situazione, cambiando passo e inchiodando ciascuno alle proprie responsabilità”. Francesco di Feo commenta così il reincarico alla guida del Consorzio Bacino Fg 4 che l’assemblea dei sindaci lunedì ha restituito obbligatoriamente al dimissionario Franco Metta. Ora la sfida, con un nuovo consiglio di amministrazione di Sia Srl, sarà valutare la possibilità di sopravvivere per l’azienda di Forcone Cafiero.

ACCETTATE LE RICHIESTE DEI SINDACI BAT | “Trionfalismi a parte – spiega di Feo – il reincarico a Metta è stato un atto che il collega di Cerignola ha dovuto accettare, ingoiando su tutta la linea le richieste degli 8 sindaci del Consorzio. Sì ai contratti di servizio, adeguati per costi e attività. No ai contratti d’Aro, per i quali non ci sono le condizioni, se prima non si sarà verificata la capacità di Sia di rispettarne i capitolati. Tant’è che l’Ager non intende esercitare alcun potere di firma coatta al posto degli 8 sindaci”.

Il ritorno di Metta in sella al Consorzio evidenzia che nessuno negli altri Comuni ha inteso rubargli il posto, dopo che la situazione deficitaria di Sia in questi ultimi 3 anni discende proprio dalle scelte dello stesso sindaco di Cerignola, eletto a furor di popolo con la promessa del no al VI lotto di discarica. Un no che, insieme a tutto quanto contenuto nell’Aia 66/2014 e disatteso completamente, ha portato la società di igiene ambientale a serissime difficoltà finanziarie che ne mettono in forse il futuro.

NUOVO CDA PER VERIFICARE LA CONTINUITÀ DI SIA | “Accolta la nostra richiesta di una nuova guida – osserva di Feo – in luogo del cda attuale rappresentativo della geopolitica, che avrebbe dovuto applicare i dettami della Kpmg nel 2015. Oggi, con soluzioni interne occorre tornare alla situazione 2015, prima dell’avvento di Metta, con Francesco Vasciaveo in veste di amministratore unico”. L’ultima cosa che Metta avrebbe voluto, l’unica da fare, adesso che la situazione dalle dimissioni del 21 marzo era bloccata e piegata su se stessa. A fianco all’architetto alla guida di Sia fino al 2015, 2 esperti proveranno a trovare il bandolo della matassa della chiusura del 2017. “Un esercizio finanziario – spiega di Feo – per il quale mancano all’appello almeno 6 milioni di euro che neppure la sottoscrizione dei contratti d’Aro garantirebbero, perchè legati all’esercizio di una impienatistica che per scelte politiche errate è ancora ferma ed improduttiva”.

LA STERZATA PER TENTARE DI SALVARE SIA | Se si riuscirà a chiudere il bilancio 2017, si potrà pensare al 2018, ai nuovi contratti, con priorità assoluta alla messa in sicurezza del V lotto, il cui percolato ha raggiunto livelli da “gravissimo danno ambientale”, come sottolineato dai Carabinieri del Nucleo operativo ecologico. “La si può raccontare come si vuole – conclude di Feo – ma poi sono gli atti a parlare. Oggi siamo soddisfatti perchè vince la nostra linea. Continui Metta, che oggi deve fare finalmente quello che avrebbe dovuto fare dall’inizio: piano aziendale, spending review, adeguamento costi-servizi. E poi, se un futuro potrà esserci, biostabilizzazione, compost, post mortem del V lotto e costruzione del VI. A quel punto si potrà pensare alla ricapitalizzazione di Sia in base alle quote, se la stessa azienda avrà centralità nella gestione della impiantistica”.

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