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di CESARE TIRITIELLO (Consigliere comunale)

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TRINITAPOLI – Il giornalista che si rispetti dovrebbe, raccontare il fatto e/o fare l’analisi e non come avviene per i pezzi di cronaca nera dove si pesca nel torbido e ci si disinteressa del fatto orribile avvenuto e ci si attacca solamente alla morbosità del come il fatto è avvenuto.

Chi ha scritto il pezzo su Bat Comunica del 09/10/2017 ha sicuramente una visione, della nostra vita cittadina, abitata da mostri culturali quali “il sistema di far politica nazi-fascista” o il “collaudato sistema di violenza verbale”.

Atteso che il linguaggio di ogni individuo è frutto del percorso di vita che segue nella sua esistenza, ed acclarato che certi auguri non devono far parte dell’uomo, si contesta fortemente l’uso di certi concetti quali appunto che nella nostra comunità ci sia un sistema di far politica a dir poco nazi-fascista.

Forse il parolaio dell’articolo in oggetto non ha ben chiaro ciò che ha scritto, non sappiamo se per conto proprio o per conto altrui, quantomeno perché è anonimo.

Un sistema nazi-fascista prevedeva una prima fase di raccolta delle informazioni, che potevano essere autentiche o delate per vari motivi, seguiva la fase dell’arresto dell’interrogatorio, (anche violento) ed infine la pena.

Questo sistema era adottato per il controllo dell’informazione, della cultura, della vita quotidiana, per tutto.

Cari lettori ritenete che a Trinitapoli la vita politica o il semplice interessamento alle questioni della città siano minacciate da tale sistema? Allora occorre informare la magistratura a tutela dei nostri diritti costituzionali. Sia il concetto “del sistema nazi-fascista” che quello mafioso esprimono nell’anonimo autore una tale violenza culturale, tipica degli assolutismi rossi, queste sì da infondere timore in chi vuole semplicemente conoscere le questioni della città in cui vive.

Forse il Ghino di Tacco “de noi artri” non vede la realtà in cui l’uomo si è infognato con questo uso massiccio di postare ogni minima cazzata passi per la mente, sui social. Abbiamo abdicato ad elaborare il nostro pensiero ceduto il trono all’immediatezza che la tecnologia, subdolamente offre all’uomo proprio per anestetizzarlo ed obnubilargli ogni capacità di analisi e valutazione.

La favoletta (culturalmente molto violenta) raccontata nell’articolo di lunedì presenta “vertici o manifestanti occulti” che nell’ombra manovrano il sistema.

È troppo facile fare insinuazioni gratuite proteggendosi con l’anonimato. Chi ha il coraggio e scrive nella verità ci metta i nomi e cognomi, la propria faccia e la firma.

Bat Comunica, per quei pochi che lo leggono, è un giornale al servizio di una certa sinistra, questo giornale, che raccoglie anche pubblicità, ha sede nei pressi del Comune di Trinitapoli.

Questo luogo frequentato da attivisti pensionati e curiosi sono al servizio della sinistra o meglio di ciò che resta di una certa sinistra litigiosa, violenta, mistificatrice abituata a gettare fango.

Ciò che inquieta non sono gli articoli, di matrice staliniana, ma il fatto che sono prevalentemente anonimi. Questi paladini della Città che dispensano consigli a destra e a manca non hanno il coraggio di firmare le loro idee o di chi le propina per loro.

Gli articoli infatti parlano sempre di una Città triste, violenta, abitata da mafiosi e piena di misteri; dipingono scenari inquietanti con personaggi occulti che muoverebbe le fila.

Evidentemente chi scrive ha seri problemi mentali; vive solo e nella sua mente gira dei film tutti suoi.

E’ arrivato il momento di fare chiarezza: fuori i nomi; fuori i mandanti; fuori i personaggi occulti; fuori i mafiosi; quali i misteri della nostra comunità.

Questi di BAT comunica dovrebbero vergognarsi di dipingere così la nostra comunità. Occorre chiarezza: C’è stato un post su Facebook? Perché non si fa il nome? Perché Francesco Marrone serve a Lillino Barisciano e quindi non li dobbiamo far litigare? Questo è giornalismo o servilismo? Può aver credibilità un giornale che si presta a questo?

Questi anonimisti della notizia meritano un controllo dai carabinieri; dalla guardia di finanza; altro che minacce, violenze o mafiosi o fascisti!

Sono le forze dell’ordine che devono verificare chi si cela dietro BAT comunica, i suoi articoli e quella sede.

Quanto scritto nell’ultimo articolo è frutto della cultura di sinistra più becera che lancia le sedie, che offende le donne, che calunnia e che tende a disconoscere tutto perché assetato di potere, ormai figlio di una nostalgia canaglia.

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