Cari concittadini

Cari concittadini,

Cinque anni fa eravamo un gruppo di persone, che avevano un solo obiettivo: far rinascere Trinitapoli. Per questo, ci candidammo. Girammo per le strade, per le case, spiegando il nostro progetto. E fummo premiati dal voto dei nostri concittadini.

La città era ferma, piegata su se stessa culturalmente e socio-economicamente. Al Comune, una volta insediati, capimmo subito che sarebbero stati 5 anni di lacrime e sangue, a causa delle pesanti eredità di decenni di centrosinistra.

Subito impostammo la nostra azione amministrativa, su due direttrici: rigore finanziario e contenimento della spesa pubblica, senza mai far mancare i servizi essenziali, senza mai far sentire l’assenza delle istituzioni, il sostegno alla famiglia, allo sviluppo economico, ai giovani.

Ore ed ore in Comune a studiare atti, documenti. Giorni interi sottratti alle proprie attività ed alle proprie famiglie. Era questo che ci avevano chiesto i trinitapolesi.

La nostra città, nei cinque anni trascorsi, è migliorata grazie all’’attività dell’amministrazione uscente che si è distinta per aver raggiunto importanti obiettivi: ha salvato il Comune dal dissesto finanziario; ha portato a compimento opere storiche al servizio della collettività; ha avviato grandi progetti che cambieranno il volto di Trinitapoli grazie ad un nuovo impulso economico e di immagine; ha governato in modo democratico, confrontandosi sempre con i cittadini, le associazioni, le parrocchie, promuovendo e valorizzando a livello locale la concertazione e la partecipazione dei cittadini alle scelte programmatiche.

Abbiamo dimostrato che Trinitapoli poteva vivere una nuova stagione, una rinascita. Ora siamo qui a chiedere ancora fiducia, sulla scorta dei risultati. Sulla base dei successi ottenuti anche nei momenti più difficili, comunali e nazionali. Con sentimento.

Molto suggestiva è Piazza Umberto I, anima del centro storico, che conserva quel sapore di antico che attrae. Essa racchiude tanta parte della storia cittadina, circondata com’è dalla settecentesca chiesa di San Giuseppe; dal Palazzo di Città, un tempo sede del Commendatore dei Cavalieri di Malta; dalla Chiesa Madre, che con la sua maestosità domina l’intera piazza.

Le fanno corona anche palazzi del Sette-Ottocento e Largo Parlamento, dove si riuniva il “Parlamento popolare”, cioè il Consiglio comunale, composto dai rappresentanti delle famiglie e guidato dal Sindaco e due Eletti. Ed è abbellita ancor più dallo splendido portale bronzeo della chiesa di S. Giuseppe e dal monumento a Padre Leone.

Un insieme di storia e di arte che affascina e che intimidisce anche.

Ogni giorno ho attraversato questa piazza consapevole del grande compito che, come sindaco, mi attendeva: da una parte c’era la grande eredità di quanto i nostri antenati avevano fatto per la crescita di questa città; dall’altra il carico dei tanti problemi attuali. E le molteplici difficoltà del presente le leggevo negli occhi e le ascoltavo dalle parole dei tanti cittadini che salutavo e la cui stretta di mano era un incitamento a non demordere, a non lasciarmi scoraggiare dagli ostacoli e dalle beghe di una certa politica.

Animato da questi sentimenti ogni giorno salivo le scale di quel Palazzo, che da secoli ospita l’Amministrazione Comunale. All’ingresso del secondo piano mi accoglievano i ritratti dei Sindaci del passato: dai loro volti traspare un che di austero e di solenne, riverbero dell’alto ruolo istituzionale ricoperto, cioè quello di rappresentare un’intera città e di lavorare per il suo bene.

Spesso mi sono fermato a rileggere la didascalia posta sotto la foto del sindaco Pasquale Staffa, che così recita: «Se ho fatto del bene, spero che sia ricordato. Se ho errato, non sia severo il giudizio, perché ho cercato sempre ispirarmi al più alto senso del dovere». Responsabilità e umiltà nello stesso tempo.
Arrivo nella mia stanza: su di una parete in una cornice dorata l’elenco dei sindaci di Trinitapoli a partire dal Cinquecento. Anche quei nomi sembrano esortarmi ad agire, ad agire sempre con coraggio, ad essere deciso ma prudente, a portare avanti il mio progetto di “rinascita” della mia città, progetto iniziato e che ora attende di essere completato.

In queste pagine definiamo i nuovi obiettivi per il quinquennio 2016-2021. Idee chiare, spiegando concretamente dove reperire le risorse. Lontani dai proclami, dalla demagogia. In linea e continuità con il lavoro svolto fin qui. Chiediamo che i trinitapolesi diano seguito a quella rivoluzione culturale e politica avviata nel 2011.

Dopo la rinascita, è tempo di crescere.

Con il vostro aiuto e quello di Dio, ce la faremo. Insieme.­

Il vostro sindaco,
Francesco di Feo