Rifiuti, di Feo alle opposizioni: “Su Sia siete bugiardi, incompetenti e sobillatori”

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TRINITAPOLI – “Bugiardi e a questo punto incompetenti e sobillatori”, il sindaco di Trinitapoli, Francesco di Feo, rispedisce al mittente le ennesime accuse sul caso Sia Srl da parte delle opposizioni del Comune casalino e della vicina San Ferdinando di Puglia.

BOTTA E RISPOSTA | Già la settimana scorsa, contro ogni pacificazione intrapresa nella commissione consiliare permanente, istituita ad hoc in estate, le minoranze trinitapolesi avevano dato vita ad una riunione carica di invettive ed inesattezze, barcamenandosi alla men peggio tra costi del servizio di raccolta dei rifiuti, contratti da adeguare, addendum veri o presunti e tanta demagogia ad infarcire il piatto. Né la risposta mediatica del sindaco, ribadita anche nel Consiglio comunale del 18 dicembre, aveva spento le velleità incrociate delle sinistre del Basso Tavoliere, d’improvviso dimentiche della non comune storia e delle rispettive responsabilità nella vicenda di Sia Srl, tanto da contrattaccare all’indirizzo dei sindaci di Feo e Salvatore Puttilli. “Occorre fare chiarezza – precisa il primo cittadino casalino – e spero che sia l’ultima volta che si deve polemizzare su un argomento serio, che va affrontato senza divisioni né inutile populismo”. Il sindaco di Feo va quindi a snocciolare tutti i punti delle osservazioni di Trinitapoli nel Cuore, Movimento 5 Stelle, Movimento dei Cavalli e Partito Democratico, con l’appoggio dell’ex sindaco sanferdinandese Michele Lamacchia.

CONTRATTO DEL 2014 E COSTI SOPRAGGIUNTI | “Trinitapoli ha un contratto firmato nel 2014 – precisa di Feo – che resterà in vita sino alla sottoscrizione del nuovo contratto di Aro. Gli unici costi ulteriori riconosciuti a Sia sono quelli sopraggiunti per il trasporto dei rifiuti a Grottaglie e il mancato ricavo Conai, se rendicontato”. Le sinistre parlano invece di costi raddoppiati. “Bugiardi e incompetenti – taglia corto di Feo – : da 1,3 milioni di euro siamo passati a 1,6. Non certo a 2,6”.

VERSO UN NUOVO CONTRATTO D’ARO | Il nuovo contratto sarà un’altra storia: “Quando sarà sottoscritto se ne parlerà. E lì discuteremo di servizi, impiantistica, lavoratori, gestore, Regione Puglia, piano industriale, sub Aro. Mettere assieme il contratto attuale, i costi sopraggiunti con il futuro contratto d’Aro è truffaldino e da sobillatori”.

IL RICAVO CONAI | Il sindaco di Feo, che ieri ha visitato la Sia per porgere gli auguri di buone feste ai dipendenti, sottolinea come Trinitapoli abbia sin qui “rigettato ogni addendum presentato da Sia”, riconoscendo solo l’aumento legato alla indisponibilità della discarica di Forcone Cafiero, che ha portato i rifiuti tra Grottaglie, Foggia e Manfredonia, con maggiori oneri. “A questi – precisa – sono stati semplicemente aggiunti gli aggravi per il mancato ricavo Conai”, per il quale è stato chiesto il rendiconto fatturato. Sul ricavo Conai il sindaco di Feo ha già deciso di gestirlo come Comune e l’ha già formalizzato nella proposta del nuovo contratto di Aro: è già oggetto di appalto la installazione di isole ecologiche automatizzate che a fronte di compenso in denaro, convinceranno i cittadini a migliorare la qualità dei rifiuti pregiati e aumenteranno le entrate Conai.

TRANSAZIONE SOLO SE… | Il sindaco di Trinitapoli non accetta lezioni dall’ex collega sanferdinandese: “Lamacchia ha operato scelte amministrative diverse ed il Tar gli ha dato torto, esponendo il suo Comune ad un danno erariale, statuendo quanto i contratti in essere siano obsoleti ed antieconomici, condannando San Ferdinando a fare esattamente quanto avevamo scelto di fare convintamente noi a Trinitapoli”.
Il Comune guidato da di Feo ha sottoposto a due condizioni ogni possibile futura transazione (legata sempre ai costi sopraggiunti): l’ingresso della Regione Puglia nella gestione di Sia ed il passaggio in giudicato della sentenza del Tar Puglia.

LAMACCHIA, PROPRIO LUI | “Stento a comprendere l’attinenza delle accuse delle opposizioni trinitapolesi – continua – figuriamoci se possono essere ricevibili quelle dei sanferdinandesi. In questi sette anni io ero in assemblea, mentre il già sindaco Lamacchia era nell’esecutivo, la stanza dei bottoni. Dovrebbe essere lui a spiegare a noi cosa ha fatto, per portare Sia sull’orlo del baratro, dal quale ora insieme agli altri attuali sindaci stiamo provvedendo a salvarla”.

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